tammurriata  
 
 
 
"Tutto è rivolto alla "Figliola", come vergine, madre, sorella, sposa, come terra, albero, orto, giardino, rosa, fontana, pozzo, come montagna, castello, palazzo, casa, chiesa, e come Sole e luna, come barca, fiume, mare in cui perdersi, annegare, ma anche viaggiare e poi tornare, come grotta, caverna dalla quale si è nato ed alla quale si vorrebbe sempre ritornare"
 
 

E' così che Roberto de Simone nel suo libro 'Canti e Tradizioni Popolari in Campania' introduce il senso magico rituale della musica che accompagna le feste dei contadini, fondamentalmente è devozione alla Madonna, ma anche momento di libertà, di 'sfogo' dopo mesi di lunga fatica, è il momento della rinascita della terra, del nuovo ciclo che scandirà la vita e la fatica fino al prossimo anno, che ci vedrà ancora qui a ringraziare la Madonna, la Madre, Cibele.

La tammurriata è il canto sul tamburo che accompagna il ballo tradizionale, i cantatori si tramandano oralmente, festa dopo festa, tammurriata dopo tammurriata, le canzoni, cioè brevi strofe di un paio di versi endecasillabi che loro inanellano una dopo l'altra così, come tornano alla memoria e come gli altri cantatori invitano a cantare.